Video introduttivo

Il titolare e i suoi certificati

Il Fantasma

Il mio nome non ha tanta importanza, ed è comunque facilmente reperibile nei documenti legali del sito. Sono un tostatore certificato SCA, ma anche a questo fatto do poca importanza, come leggerete in seguito. Sulla foto di sopra vedrete dei certificati. C'è quello della SCA per la tostatura, il SAB, alcuni per le lingue... Quello della SCA costava sui mille euro, anche su quelli delle lingue bisognava spendere alcune centinaia, etc. Quello che voglio dire è che tutti questi corsi erano più incentrati sulla verifica di quello che già sapevo. Anche se ho imparato molto, non si può diventare tostatori in 2 giorni. Uno che va a fare questi corsi senza aver studiato abbondantemente in precedenza, non impara tanto. Per le lingue ho fatto solo l'esame, anche se suppongo che ci sia una strada da seguire per quanto riguarda gli studi. Per quanto mi riguarda, un giorno mi sono svegliato e non avevo tanto da fare, quindi sono andato a versare dei soldi per un paio di certificazioni di livello C2. Non ho avuto nessun problema e nessuna preparazione. Però, non è che queste cose si possono fare senza grossi impegni. Se non avessi incessantemente studiato, letto libri e quant'altro, senza avere nessun obbligo di farlo, gli esami non sarebbero stati tanto facili. Ma un esame, o anche cento esami, non significa che si diventa padroni della materia senza avere niente più da imparare. Anche questo sito l'ho costruito io per l'intero. I testi, il disegno, le immagini, tutto è stato fatto da me, senza il minimo aiuto dell'IA o altre persone. Ovviamente sono stato agevolato da WordPress, ma mettermi a scrivere anche l'intero codice mi avrebbe tolto più tempo di quello che avevo. All'inizio ho pensato che non ci vorrà molto, ma poi ho capito che era un'impresa di proporzioni bibliche. Questo è il solito ostacolo che si presenta davanti a quelli che pensano di sapere qualcosa, ma poi capiscono di non sapere nulla. Fortunatamente esiste un rimedio per questa situazione. Rimboccarsi le maniche e partire. Sì, è facile cliccare un paio di volte ed avere pronto il sito, con temi, disegni ed altro, ma dov'è la personalità? Si finisce con tante cose tutte uguali. Poi ho disegnato anche i biglietti da visita, etichette, il logo, insomma ho fatto tutto. Forse non sarà la cosa più bella al mondo, ma almeno è originale e viene dal cuore di una persona viva. Oggi, con l'esperienza accumulata, impiegherei solo una frazione del tempo per fare tutto, ma purtroppo questo fatto non è retroattivo. Per quanto riguarda la manutenzione ed eventuale riparazione, avete già indovinato, me ne occupo io. L'unica cosa che non tocco, per poca esperienza, sono le caldaie, o qualsiasi cosa che va a gas. Il resto sono perfettamente capace di sistemarlo da solo. Oggigiorno le tostatrici sono come i PC, che monto e riparo da decenni, sia hardware che software. Però, la domanda è, come fate a fidarvi che il caffè che propongo sia buono? Beh, per arrivare al livello di conoscenza della lingua per poter fare le cose che faccio, che potete vedere e sentire, ci è voluto un impegno non da poco. Questo stesso impegno è presente in tutte le cose che faccio e non penso di perdere l'abitudine.

La micro impresa

Questa non era l’idea originale, e neanche la strada che avrei scelto. Purtroppo, la legge di Murphy non perdona e tutto quello che poteva andare storto è andato esattamente così. Per prima cosa, quando avevo qualche mezzo ed ero pronto per partire con questa avventura, fare i corsi necessari e tutto il resto, mi sono ritrovato, insieme a tutti gli altri, a gestire la vita sotto lockdown. Una volta passato quello, ci voleva più tempo per fare le cose necessarie. Quando finalmente ero pronto, mi sono imbattuto in una realtà che non conoscevo. La maggior parte dei locali esistenti non erano idonei. Penso che questo dipende un po’ anche da dove uno vive, ma non sono sicuro al 100%. Aprire un locale ex novo, alla fine, è risultata una cosa impossibile. Si poteva soltanto subentrare da qualche parte, spendendo cifre esorbitanti per un contratto d’affitto fatto prima che venissero introdotte le nuove normative, che così non avevano nessuna validità. Con il vecchio contratto d’affitto si poteva non avere nessun requisito contenuto nelle leggi nuove e aprire lo stesso, perché il subentro significa che si porta avanti l’attività precedente, anche se non è del tutto vero. Visto che la pandemia ha portato via una gran fetta dei risparmi a tutti, bisognava trovare una soluzione alternativa. Appena trovata la soluzione, le condizioni di salute di mia mamma hanno cominciato a peggiorare, il che ha portato via altre cose e, dopo qualche tempo, anche lei. Però, mi sono messo in testa di fare questa cosa e non penso di arrendermi. Ovviamente, questo mi porterà al fallimento e alla rovina ma, come diceva Grillo, quando ancora era solo un comico… Verso la catastrofe, ma con ottimismo!

La mia missione

L’idea è quella di proporre degli specialty coffee di piccoli produttori a prezzi competitivi, cercando di acquistare i caffè che vengono pagati al produttore un po’ di più. Il mio guadagno è minimo, ma necessario, perché senza di me sarebbe difficile mandare avanti l’operazione. Tutto questo comporta una serie di accorgimenti giusti. Come prima cosa, una tostatrice molto efficiente. Il Bullet consuma appena 300w per tostare 1kg di caffè. Avere soltanto i certificati strettamente necessari. Il costo per ottenere la serie di certificazioni che potrebbero rappresentare meglio le mie capacità, è talmente elevato che influirebbe sui prezzi in modo significativo. Altrettanto vale per le associazioni dove bisogna pagare una quota annuale, non da poco, per essere soci. Idem per le certificazioni per quanto riguarda l’attività. Sì, alcuni caffè hanno la certificazione biologica e quant’altro all’origine, ma quando una cosa, durante la trasformazione, subisce temperature ben sopra i 200°C, non è un discorso troppo importante per la persona che lo consuma. Invece, è molto importante dal punto di vista ambientale e diritti umani, ma non tanto le certificazioni, che hanno già mostrato i loro limiti, come potete leggere sulle pagine di “coltivazione e processi” e “specialty coffee“, quanto la orientazione verso produttori piccoli e pagare il prezzo giusto. Poi, certificati su certificati fanno pensare soltanto a una cosa, cioè il guadagno. Un caffè certificato all’origine, deve essere certificato anche alla destinazione. Il certificato lo paga l’importatore, poi il torrefattore, e anche il negozio che lo vende se il torrefattore non pratica la vendita diretta. Alla fine, il caffè viene a costare un occhio della testa, mentre la maggior parte dei clienti opta per caffè più convenienti che non subiscono nessun controllo e sono nocivi per la salute del pianeta e, a lungo andare, anche per la salute della persona. Incredibilmente, anche i caffè provenienti dalle piantagioni esposte al sole, possono avere la certificazione biologica. Ma queste piantagioni non potrebbero esistere senza la deforestazione, uso spropositato di acqua e anche pesticidi, perché alcuni sono ammessi in agricoltura biologica. Le piantagioni di caffè esposte al sole, senza un minimo d’ombra, hanno l’obbligo di usare i pesticidi, perché la pianta diventa molto più suscettibile alle malattie in queste condizioni di produttività elevata e più di un raccolto all’anno. Poi, ci sono molti caffè che non hanno la certificazione, anche se il produttore pratica una coltivazione biologica, magari non avendo neanche i soldi per i pesticidi. Questo può capitare per vari motivi, ma di solito il produttore non ha i soldi per pagarla. Attenzione, qua non si sta cercando di equiparare l’agricoltura biologica con quella convenzionale. Sarebbe una follia. Si parla di come e a chi vengono in mano le certificazioni. Essendo una cosa che ha un suo prezzo, è normale che le grandi aziende, che hanno grandi possibilità di investimento, cercheranno di aumentare il prezzo di vendita del proprio prodotto, mentre i piccoli coltivatori vengono pagati sempre meno e ce ne sono sempre meno in esistenza proprio per questo motivo. In una società dove si promuove la crescita infinita, e i grandi hanno sempre di più, mentre i piccoli hanno sempre di meno, è normale che bisogna pensare un po’, invece di limitarsi all’etichetta lava-coscienze. Personalmente, ho deciso di non avere le certificazioni, visto che anche queste spese, alla fine, ricadrebbero sul cliente. In compenso, sulle pagine del negozio, troverete dei link per andare sui siti dei produttori e informarvi del caffè che state acquistando. È quello che faccio anch’io prima di ordinare. In ogni caso, mi sono messo in testa che questi caffè dovrebbero essere un po’ meno costosi per raggiungere anche i clienti che, purtroppo, devono anche guardare il prezzo. La questione ambientale è altrettanto importante per me, e sto facendo tutto il possibile per limitare l’impatto ambientale. Lo spreco è minimo. Anche per il controllo del colore utilizzo appena 5-6 grammi. Riutilizzo le scatole per le spedizioni. Per i clienti locali c’è l’opzione di avere il proprio contenitore o riutilizzare il sacchettino che hanno ottenuto quando hanno acquistato il caffè. Comunque, il possibile non è sufficiente a volte. Purtroppo, la questione non dipende solo da me, ma devono metterci l’impegno anche gli altri. Quello che voglio dire è che faccio tutto per tutti, senza distinzioni, e che non voglio avere il lucro personale come motivo principale per lavorare.